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Recensioni e articoli su questo libro:
Il nazionalsocialismo come dottrina del rancore
autore: Menno ter Braak

formato: 14x19 cm
pagine: 64
confezione: Brossura – peso: 100 gr
anno di pubblicazione: 2019 XII
ISBN: 9788885978911

prezzo: € 8.90 scontato del 15%: € 7.57

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traduzione: Gerrit Van Oord, con Enrico Paventi

Con un'introduzione di Léon Hanssen

Nel primo dopoguerra, Menno ter Braak (1902-1940) era considerato uno degli intellettuali più illustri dei Paesi Bassi. Grazie all’originalità della sua opera saggistica e alla vastità di interessi che ne ha caratterizzato la produzione giornalistica, la sua è diventata ben presto una delle voci più autorevoli della propria generazione. Ter Braak fu co-fondatore e membro del direttivo del più importante gruppo di intellettuali che, organizzandosi al di fuori della politica partitica nel “Comitato di vigilanza degli intellettuali antinazionalsocialisti” (1936-1939), cercò di opporsi alla deriva estremistica dell’epoca.
Con Johan Huizinga (1872-1945) ter Braak era imparentato, dal momento che il famoso storico della cultura era un cugino della madre. Menno ter Braak si sarebbe dunque misurato per tutta la vita con il suo illustre, più anziano congiunto: prendendolo certo a modello ma ingaggiando anche un serrato confronto critico con lui e la sua opera.
Ter Braak aveva individuato nel nazionalsocialismo il pericolo principale per la democrazia del suo tempo. Ne aveva conosciuto i metodi aggressivi già nel 1927, quando aveva trascorso diversi mesi a Berlino per effettuare le sue ricerche storiche. Egli avrebbe sempre analizzato il nazismo dalla prospettiva della psicologia della cultura, vale a dire come una «filosofia di facciata» che – preda del rancore – avrebbe posto in essere una «falsificazione di tutti i valori».