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Pacifismo profetico e pacifismo politico. Note per una teologia cristiana della pace

Dopo il dibattito sei-settecentesco sulla “pace perpetua”, apparve evidente come la soluzione delle crisi internazionali dovesse passare per una decisione simile a quella presa nel corso dei secoli da un gran numero di paesi i quali, tolta ai singoli la facoltà di farsi giustizia da soli, la attribuirono alle forze di polizia e alla magistratura.

19,90 16,91

ISBN: 9788885978959
Peso 455 g
Dimensioni 14 x 19 x 3 cm
Pagine

384

Confezione

Brossura

Anno di pubblicazione

2017

Lingua

La prima edizione dell’opera prese spunto dall’11 settembre 2001 e dalla campagna Enduring Freedom. La seconda interpreta invece gli avvenimenti del quindicennio successivo alla luce della rammarico espresso da Tony Blair: I am sorry. Di cosa si è detto “dispiaciuto” il leader britannico? Intendeva riferirsi esclusivamente alla cattiva gestione dei conflitti in Afghanistan, Iraq, Siria e Libia? Oppure al fatto che ogni guerra sia un’“inutile strage”, un “flagello” da cui l’umanità andrebbe preservata? Sono quesiti ai quali l’Autore cerca di rispondere – avvalendosi del contributo fornito tanto dalla teologia cristiana quanto dal pensiero politico – studiando il rapporto tra guerra e cultura occidentale. Le conclusioni sono analoghe: non esistono “guerre giuste” né “guerre sante”. Come ha riconosciuto il Vaticano II, ogni conflitto bellico è qualcosa di demenziale (alienum a ratione).
Ma cosa bisogna fare, qualora vi siano gravi violazioni del diritto internazionale?
Dopo il dibattito sei-settecentesco sulla “pace perpetua”, apparve evidente come la soluzione delle crisi internazionali dovesse passare per una decisione simile a quella presa nel corso dei secoli da un gran numero di paesi i quali, tolta ai singoli la facoltà di farsi giustizia da soli, la attribuirono alle forze di polizia e alla magistratura. La Società delle Nazioni e l’ONU, con tutti i loro limiti,  hanno appunto cercato di prevenire le guerre costituendo, al riguardo, il tentativo di tradurre nella pratica il pensiero politico più avanzato.

Francesco Pasetto da sempre unisce la passione per la ricerca storica e filosofica, legata per altro ai decenni d’insegnamento nelle scuole superiori, a una sensibilità particolare sui temi teologici che lo fanno sentire un “convertito” del Concilio Vaticano II.
Nel 2002 aveva già pubblicato una prima edizione di Pacifismo profetico e pacifismo politico; quella ripresentata vuole essere l’ampliamento di un tema che tanto risuona nell’uomo di oggi.

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